Workshop di coaching su autostima, convinzioni limitanti ed autosabotaggio relazionale
Nelle arti marziali esiste un concetto chiamato kiai, il grido che accompagna il momento di massima concentrazione in cui energia, intenzione e corpo si uniscono in un punto solo. È presenza piena.
C’è una versione silenziosa di questo nelle relazioni: il momento in cui sai esattamente cosa vuoi, riesci ad ascoltarlo e scegli di agire di conseguenza anche quando significa dire no, anche quando è scomodo, anche quando nessuno si aspetta che tu lo faccia.
Questo modulo lavora non sull’assertività come tecnica da imparare, ma sulla capacità di riconoscere la tua voce interiore e di scegliere di esprimerla.
Parlare di autostima è facile ma capire quali convinzioni su te stessi vengono usate come bussola nelle relazioni è un lavoro diverso.
In questo workshop si esplorzno tre livelli che si influenzano in continuazione: le convinzioni che costruito su sè stesse e sulle relazioni, il dialogo interno che le alimenta ogni giorno ed i valori che si vorrebbe davvero mettere al centro ma che spesso restano in secondo piano.
Il risultato non è una lista di buoni propositi ma una comprensione più chiara del proprio funzionamento, dei sabotaggi e del vero significato di “voglio una relazione sana”
Le convinzioni su noi stessi si formano presto e restano operative a lungo, spesso senza che ce ne accorgiamo. In questo blocco vengono portate alla luce (sia quelle che proteggono che quelle che bloccano) per capire come agiscono nelle relazioni.
Il critico interiore lavora in modo prevedibile. Sa già quali argomenti usare contro di te, conosce i tuoi punti fragili e sa quando intervenire. Riconoscere il suo schema è il primo passo per smettere di dargli ragione in automatico.
Un obiettivo relazionale è ecologico quando è costruito davvero sulla persona, sui suoi valori, non su ciò che si credi di dover volere. In questo blocco si può chiarire cosa conta per ciascuna e formulare un obiettivo concreto che si portare fuori dalla stanza.
Il modulo si svolge in presenza in un’unica giornata. Alterna momenti di lavoro individuale, confronto in piccoli gruppi e sessioni in plenaria. Non è richiesta nessuna esperienza pregressa né di coaching né di percorsi simili.
Alla fine del worshop si ha una mappa più chiara delle convinzioni proprie nelle relazioni, si può riconoscere il pattern di autosabotaggio principale e si può aver formulato almeno un obiettivo relazionale concreto. Non una lista ma una direzione.
Scrivi usando il modulo qui sotto. Rispondo a tutte le richieste personalmente.
Il coaching non sostituisce una terapia psicologica, psicoterapeutica o psichiatrica. Attività riconosciuta ai sensi della Legge n° 4 del 14/01/2013.