Le “scimmie volanti” sono un fenomeno spesso sottovalutato nelle dinamiche di abuso relazionale. Si tratta di persone che, spesso senza rendersene conto, agiscono a favore del manipolatore portando avanti la sua agenda — finendo per essere, a loro volta, strumentalizzate contro la vittima.
Il termine — “flying monkeys” in inglese — deriva dal romanzo Il mago di Oz di L. Frank Baum, in cui la strega cattiva dell’Ovest invia il proprio esercito di scimmie volanti per eseguire il lavoro sporco al posto suo.
Le scimmie volanti possono assumere le forme più diverse: amici, familiari, colleghi, ma anche persone estranee reclutate dal manipolatore per portare avanti l’isolamento e la diffamazione della vittima. Si distinguono generalmente due tipologie:
Il loro ruolo è centrale per il manipolatore proprio perché gli permette di orchestrare la situazione senza risultare direttamente responsabile.
Il ruolo delle scimmie volanti può avere un impatto significativo sulla vittima di abuso relazionale. Agendo come “attaccanti” o “difensori” del manipolatore, ne rafforzano il potere e possono causare ulteriore danno emotivo a chi subisce l’abuso.
Non di rado sono proprio i familiari e gli amici più stretti della vittima a schierarsi, anche inconsapevolmente, dalla parte del partner abusante. Invece di ascoltare la vittima e riconoscerle il beneficio del dubbio, tendono ad accusarla, a minimizzare la situazione o a difendere l’abusante.
Alcune frasi ricorrenti in questo tipo di dinamica includono:
Per la vittima, riconoscere questo ruolo può risultare difficile, perché chi lo agisce si presenta spesso come una persona ben intenzionata.
Il ruolo delle scimmie volanti tende a farsi particolarmente determinante in due momenti:
Una vittima potrebbe rivolgersi a una persona ritenuta di fiducia, senza sapere che si tratta in realtà di una scimmia volante, condividendo informazioni che verranno poi usate contro di lei, o ricevendo consigli che non sono nel suo migliore interesse.
È importante non trasformare questa lettura in un’etichetta da applicare automaticamente a chiunque pronunci una delle frasi sopra riportate. Espressioni come “sei sicura?” o “stai esagerando” possono comparire in un confronto genuino, in un dubbio legittimo o in una comunicazione semplicemente maldestra, senza che questo implichi consapevolezza o intenzionalità manipolatoria da parte di chi le pronuncia. Ciò che caratterizza il ruolo di “scimmia volante” non è la singola frase, ma un pattern ripetuto che si inserisce in una dinamica più ampia di isolamento e discredito della vittima, spesso orchestrata da un’altra persona. Una lettura corretta richiede di considerare il contesto complessivo della relazione, non singole frasi isolate.
Le scimmie volanti contribuiscono ad amplificare il senso di isolamento della vittima, spesso senza rendersi pienamente conto del ruolo che stanno giocando all’interno della dinamica abusante. Riconoscere questo meccanismo — nei suoi tratti generali, non nei singoli episodi — può aiutare a leggere con maggiore chiarezza situazioni che, dall’esterno, appaiono altrimenti come semplici disaccordi tra conoscenti.